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Non fermate le vostre moto!

October 23, 2016

 

 

Anche se sono passati meno di due mesi, il sole e il cielo terso di agosto sembrano ormai un ricordo molto lontano. Anche l’aria è diversa, non è più calda e accogliente, adesso le piace pungere e non ha per niente voglia di essere accomodante.

 

Una leggera foschia mi accompagna dalla porta di casa a quella del garage mentre i miei passi smuovono l’erba del giardino facendo ondulare piccolissime gocce di rugiada. Il cigolio della porta rompe il silenzio della via, poso il casco e i guanti sul carrello degli attrezzi e vedo la mia moto illuminata dalla debole luce di una mattina di fine ottobre. Tolgo il cavalletto posteriore e la porto fuori, mi tiro dietro la porta, inserisco la chiave, la giro e lei parte al primo colpo...mi sta facendo capire che ha voglia di sgranchirsi le valvole. Salgo in sella e procedo con il solito rito, prima indosso il casco, poi chiudo la giacca, infilo il guanto destro e infine il sinistro. Sempre e rigorosamente in questo ordine. Lei intanto si sta svegliando, borbotta mentre il motore si toglie di dosso il freddo della scorsa notte. Mi guardo intorno con fare assonnato e poi, con la frizione in mano, tiro lentamente su il piede sinistro, prima di inserire la marcia e partire.

 

Le strade sono vuote, a parte qualche panettiere e qualche edicolante la maggior parte delle altre persone sono ancora a letto sotto le coperte e devo ammettere che in questi primi chilometri di strada un po’ li invidio, ma so già che è una debolezza momentanea. Meno di una decina di semafori e di una mezz’oretta di autostrada sono sufficienti per lasciarmi alle spalle la frenesia della città che sta per svegliarsi. Con il passare dei chilometri la foschia aumenta sino a diventare una nebbia leggera leggera, ma conosco bene queste strade e conosco ancora meglio questo mese, so che tra meno di un paio d’ore tutto questo lascerà spazio all’azzurro e al sole.

 

 

Attraverso il casco riesco a sentire l’umido della notte che ha ricoperto i campi e gli alberi. Lei ormai si è scaldata e inizia a scalpitare ricordandosi i ritmi estivi, anche io mi sento pronto, l’aria frizzante mi ha fatto svegliare senza tanti complimenti. Una lunga serie di curve sinuose che seguono la conformazione di queste morbide colline mi invoglia ad aumentare l’andatura e il numero dei giri, ma l’esperienza mi ricorda che le strade non sono ancora pronte e che, come i campi e gli alberi, sono ancora umide. Se avessi avuto tutta questa consapevolezza a quindici anni avrei probabilmente evitato un paio di cadute e forse avrei anche salvato una moto. Mi ricordo ancora di quella fredda mattina d’autunno di molti, ma molti anni fa, in cui uscii per farmi un giretto, solo per scaldare il motore mi dissi, e invece finii con una frenata un po’ troppo decisa e con la moto che si schiantava contro un muretto di mattoni rossi in fondo ad una discesa.

 

 

Come avevo previsto, dopo un paio di ore dalla partenza, la nebbia inizia a diradarsi lasciando spazio ad un cielo pulito. In questo periodo le vigne che ricoprono queste colline hanno dei colori meravigliosi e con i raggi del sole iniziano a brillare mettendo in risalto tutte le sfumature del rosso, del giallo e dell’arancione che si possono immaginare. Il periodo della vendemmia è finito, ma con la coda dell’occhio intravedo ancora qualche contadino, curvo, intento a lavorare nella sua vigna, a prepararla per il lungo inverno. Sulle strade invece non c’è nessuno, sono concentrato sulla guida della mia moto, me la godo proprio. Avete presente quando la si conosce così bene che vedendo una buca in lontananza si sa in anticipo come si comporteranno le sospensioni, la forcella, il telaio e involontariamente il nostro corpo è già pronto per seguirla nei suoi movimenti. Quando tu e lei siete così in sintonia da essere una cosa sola, beh...è una delle sensazioni più belle del mondo.

 

Sulla strada ci sei sei solo tu sopra la tua motocicletta, entrambi immersi nella natura. E’ per tutto questo che io non riesco a metterla in letargo, non potrei stare per mesi senza di lei e non mi farebbe neanche bene, perciò seguite il mio consiglio, quest’autunno, quest’inverno, non lasciate in garage le vostre moto. 

 

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