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Ducati Multistrada 950 - Pronti per un giro?

February 10, 2017

 

Era da tempo che gli appassionati chiedevano a gran voce una Multistrada meno esasperata e più accessibile rispetto a quel missile che è la 1200. Finalmente a Borgo Panigale hanno deciso di dare una risposta a tutte quelle richieste e un paio di mesi fa hanno presentato la 950.


Non c'era modo migliore di iniziare la stagione delle prove se non quello di partire recensendo questa nuova Ducati. Devo ammettere che non vedevo l'ora di poter mettere le mani sul 950, ed è stata una voglia che mi è venuta appena l'ho vista al salone di Milano. Tralasciando l'aspetto ciclistico e motoristico (intendo la cavalleria), non essendo io molto alto, anzi essendo bassino, la 1200 l'ho sempre vista come una moto esagerata, in particolare dal punto di vista delle dimensioni. Se non si è sul metro e ottanta si rischia, nelle manovre da fermo, di fare un bel po' di danni e di pessime figure. Quindi ero molto curioso di provare questa versione meno massiccia, ma che in ogni caso non significa che sia piccola, perché parliamo sempre di una moto di grossa cilindrata, che ha un peso a secco di 204 kg (227 con i liquidi) e una seduta a 84 cm. 

 

 

La prima cosa che mi ha colpito, dopo esserci salito sopra e aver iniziato a guidare, è stata la triangolazione sella-manubrio-pedane, perché tutto era esattamente dove mi aspettavo che fosse. Mi spiego meglio, avete presente quella sensazione che si ha quando si sale sulla propria moto e il nostro corpo sa già come posizionarsi? E' la stessa che ho avuto quando mi sono seduto sul 950. Ed è una sensazione che ovviamente aumentava con il passare dei chilometri, e dopo averne percorsi una trentina, mi sembrava di guidarla da anni. Le reazioni di questa moto sono molto fluide, molto intuitive e dopo poco si riescono già prevedere. Se devo però essere pignolo, a livello di ciclistica, sarebbe meglio indurire un po' la forcella davanti, perché nelle frenate più decise tende ad infossarsi abbastanza, mentre mi sono trovato bene con quella posteriore.

 

Il motore è incredibile, ed è difficile da spiegare a parole. Ha una fluidità pazzesca, che non ho mai trovato nei modelli che ho provato fino ad ora. Basta dare un filo in più di gas che in pochi attimi ci si ritrova a velocità importanti, ma la cosa incredibile è che non ci se ne accorge per niente perché non si avverte quella spinta che mi sarei aspettato vedendo poi in quanto poco tempo si raggiungevano certe velocità. Giusto per darvi un'idea, ad un certo punto stavo parlando tranquillamente e credevo di andare piano, getto l'occhio al contachilometri e leggo 150...non parliamo della velocità massima che è meglio!
Le vibrazioni sono praticamente inesistenti, e durante la mattinata ho anche provato a scendere sotto i 60 km/h mentre ero in quinta marcia. Quando ho ripreso il gas in mano, sempre in quinta, il testastretta ha ripreso giri come se niente fosse, certo qualche piccolissimo sussulto c'è stato, ma considerando la marcia che era inserita, si parla di vibrazioni appena percettibili.

 

In curva ha una stabilità micidiale, segue la linea che si imposta in maniera impeccabile e permette di pennellare traiettorie perfette. Nonostante il peso è molto agile e maneggevole, anche nei cambi di traiettoria, e se si è sbagliato qualcosa si riesce a fare delle correzioni senza alcun problema. L'ho provata anche in città, in mezzo al traffico, e la sua mole non mi ha dato il minimo fastidio. Ovviamente non ci si può infilare in qualsiasi passaggio, ma in ogni modo si riesce quasi sempre a non rimanere in coda al semaforo. 

 

L'impianto frenante è naturalmente firmato Brembo e l'ho trovato assolutamente adeguato al mezzo, la leva del freno anteriore ha una prima parte di corsa a vuoto e poi inizia ad attaccare dolcemente. Mi è sembrato molto modulabile e non dovrebbe mettere in difficoltà neanche i meno esperti. 
Ho avuto invece qualche problema con il cupolino, forse a causa della mia altezza, ma non sono riuscito a trovare una posizione soddisfacente. Se lo regolavo con la massima estensione, la linea del bordo superiore mi si piantava all'altezza degli occhi, se invece lo abbassavo non intralciava più la vista, ma non mi proteggeva più la testa dall'aria.

 

A livello elettronico, questa nuova Multistrada è dotata del Ducati Safety Pack (DSP) che offre la possibilità di scegliere tra quattro riding mode (Sport, Touring, Urban e Enduro) che lavorano insieme all'ABS e al Ducati Traction Control (DTC). Ce n'è per tutti i gusti e per tutte le situazioni, anche se ci sarebbe stata bene una modalità Rain, che erroneamente ho elencato nel video. Queste possibilità di scelta sono presenti nel dashboard, che è completamente digitale e, viste le dimensioni, sembra quasi un tablet. Per modificare le impostazioni basta usare un selettore che è stato posizionato sulla parte sinistra del manubrio, mentre sul lato destro troviamo le quattro frecce di emergenza. 
I dati che vengono indicati sul "computer di bordo" sono ben leggibili, i numeri non sono piccoli, ma secondo me ci sono troppe informazioni e, senza l'abitudine a farlo, si rischia di non riuscire immediatamente a vedere ciò che si stava cercando.

 


Esteticamente la trovo bellissima, mi piace la differenza di linee che c'è tra la parte anteriore, più massiccia, e la parte posteriore che è più snella. Inoltre hanno giocato bene con i vuoti e la linea generale è molto filante e da un senso maggiore di leggerezza, sopratutto rispetto al 1200. Le finiture sono ben curate e ho anche apprezzato lo scarico, un 2-1-2, che ha una forma sottile, realizzata per poter consentire di montare delle borse laterali più capienti.

 

Prima di salutarvi voglio ringraziare i concessionari Ducati Genova e Chiavari, che mi hanno permesso di poter realizzare questa bellissima prova!

 

Buona visione e ci vediamo alla prossima!

 

Ciao!

 

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